sabato 26 marzo 2011


DISCORSO TIPICO DELLO SCHIAVO

Ho trovato qualche giorno fa questo video pubblicato sulla mia bacheca di Facebook da una carissima amica ( Silvia) e sarà perché negli ultimi tre anni ho dovuto vivere ciò che non avrei mai più voluto, sarà perché le  parole di Silvano Agosti sono di una lucidità disarmante, di una semplicità che lascia quasi basiti, sarà perché condivido ciò che dice....così eccolo qua, per tutti voi...per riflettere ancora un pò...per un pensiero per il week end...mentre ci scaldiamo al sole ossa e pelle, lasciamo che il nostro cervello e il nostro cuore elaborino parole importanti come queste. Grazie Silvia per questo regalo.

BUONA DOMENICA A TUTTI!!!


2 commenti:

Roberto ha detto...

Anna,
Putroppo non mi sembra nè divertente nè interessante nè eccezionale.
Sentendolo mi è venuta una sorta di rimescolamento perchè, solo apparentemente condivisibile, è in realtà un discorso aberrante: il lavoro e la fatica sono STRUTTURALMENTE da sempre parte dell'esistenza e della vita dell'uomo, occidentale e non.
Vagheggiare una vita in cui fare l'amore per tutto il tempo senza lavorare è una cazzata! Questi discorsi contro "i bastardi" (ma chi poi?) che "ci stanno rubrando la vita" è solo una mistificazione.
Se uno fosse coerente davvero con questo discorso dovrebbe solo spaccare tutto, e invece no, io dico che è molto meglio cercare di amare quello che si fa: il lavoro, qualunque esso sia, lavare i piatti o costruire un'astronave, è un compito dato, in cui realizzare sè stessi, altro che chiacchiere di presunti poeti nichilisti e snob.
E poi il solito luogo comune di prendersela con la cultura "occidentale" ... : perchè in Cina e in India o in Giappone lavorano meno di noi? anzi, lavorano di più e la loro cultura mi risulta fortemente imperniata su una parola qui assente cone "sacrificio" ovvero rendere sacro tutto quello che si fa.
Mi spiace ma sentendo questo parole, mi viene da ribellarmi e dire NO! io non sono uno schiavo, anche se lavoro 12 ore al giorno, perchè è anche tramite questo che posso essere me stesso.
Il lavoro e la fatica non sono una invenzione dei padroni, fanno parte da sempre della struttura dell'uomo e ho paura che non siano eliminabili, con buona pace del signor Agosti.

ROBERTO :) (hai capito chi... volevi un commento ed eccolo qua....)

Anna ha detto...

Il sistema sul quale si basa la nostra società di oggi ha fatto si che gli esseri umani non possano più vivere il proprio lavoro come una passione, ma troppo spesso semplicemente o sarebbe meglio dire solamente come un Bisogno ( il sostentamento per sè stessi e la propria famiglia per esempio, il pagare bollette e tasse, e un tetto sulla testa). Ti garantisco che vivere ogni giorno sapendo che non potrai far fronte al minimo indispensabile a cui ogni essere umano dovrebbe aver diritto( e non parlo della vacanza alle maldive ), uccide lentamente ogni passione dentro di te. Il suo discorso in merito al fare l'amore, lo intendo riferito al potersi dedicare a ciò che nella vita nutre, fa crescere nel Cuore, eleva lo spirito e rende migliori. Il riferimento negativo sulla civiltà occidentale, lo intendo riferito al fatto che la nostra cultura è quella che da sempre enfatizza e instilla l'importanza di Essere attraverso il Produrre. Ma noi non siamo ciò che facciamo. Non per me almeno. Riconoscersi solo in ciò che si fa o in ciò che si produce credo sia fortemente limitante e figlio di una società che ha perso di vista l'essenza del Vivere e quindi dell'Essere.
Se gli esseri umani non avessero perso la capacità di percepirsi prima di tutto attraverso il proprio sentire e non attraverso i riconoscimenti esterni, forse sarebbero ancora in grado di ascoltare questo mondo che sta rotolando dalla rupe in un baratro di cui non ci è dato vedere il fondo.
Lo schiavo non è colui che sceglie di lavorare 12 ore al giorno per passione, ma lo è colui al quale il Bisogno e la Sopravvivenza ha tolto ogni possibilità di provare ancora anche solo un piccolo barlume di passione.
Se fosse come tu dici, al mattino quando mi reco al lavoro incontrerei solo persone allegre sorridenti e felici di andare a fare la cosa migliore che potrebbero fare. Ma non è questo che colgo intorno a me...bensì gente arrabbiata col mondo, insoddisfatta, triste, annoiata, inebetita , ma ciò che più mi affligge: RASSEGNATA.
Anche io dico NO! Io non mi sento schiava del lavoro. Ma SCHIAVA DEL BISOGNO DI SOPRAVVIVERE. Vorrei potermi permettere per una volta nella vita di cominciare a VIVERE. E SOPRATTUTTO VORREI CHE FOSSE COSI' PER TUTTI GLI ESSERI DI QUESTO PIANETA.

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